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Quelle stanze piene di vento, di Francesca Di Martino

“Era de maggio/ e te cadeano ‘nzino/ a schiocche a schiocche li cerase rosse…” Va il videocllip dell’Orchestra Italiana di Renzo Arbore, splendono le immagini dei mille ritratti della città che è stata, che è una “capitale del mondo” sottolineate dai versi di Salvatore Di Giacomo, dalla musica di Pasquale Mario Costa. Immagini, musica, versi: tutto è struggente. Francesca Di Martino ha voluto quest’atmosfera magica a Roma, alla Casa delle Letterature, dove ha presentato il suo ultimo romanzo, “Quelle stanze piene di vento”. Francesca Di Martino è a tutti gli effetti una scrittrice napoletana, ancorché nata a Reggio di Calabria da genitori siciliani e residente a Roma da quand’era poco più che adolescente. Perché gli anni dell’infanzia e dell’adolescenza, gli anni dell’imprinting, li ha trascorsi a Napoli e tutta la sua opera è permeata di amore per Napoli. È scritto nella presentazione: “Questo libro nasce dalla memoria e la nostalgia per una città che appartiene all’autrice e non è più sua. Un incontro che se non è un addio ha tuttavia il sapore dolceamaro delle cose perdute per sempre. Quelle stanze piene di vento di Francesca Di Martino è ambientato in una Napoli dei nostri giorni che, pur con tutto il retaggio della sua cultura e della sua umanità, appare allucinata come accade a chi viene preso dal male di vivere e si ritrova spaesato a dover ancora mettere in mostra la sua bellezza.” E ancora: “Francesca Di Martino ci racconta una Napoli nuova o quantomeno in via di rinascita. Una città dai mille colori, piena di vitalità, antico centro nevralgico dell’Europa che ha ancora una cultura dinamica di cui però non si parla mai, perché sono sempre in primo piano gli stereotipi della camorra, della spazzatura e delle amministrazioni corrotte. È una Napoli che rinnova oggi una vocazione multietnica e tollerante pur se piena di contraddizioni. Francesca Di Martino fa rinascere una «capitale del mondo» dove culture diverse continuano a convivere, a incontrarsi e scontrarsi.” E ancora: “La narrazione di Francesca Di Martino descrive Napoli con puntualità da istantanea. I colori vivacissime delle cose, la vitalità della Pignasecca, il brusio mai sospeso del mercato, delle strade, del mare, creano un miracoloso mosaico di dettagli da cui, nella sua scrittura precisa e intensa, emerge una città impetuosa, mai prevedibile, cornice e insieme protagonista di una storia antica e contemporanea… Un romanzo che è un atto d’amore verso una città di cui, nell’orrore del degrado e delle vicende di cui è vittima, si dimentica la cultura che ne ha fatto una ‘capitale del mondo’ intrisa ancora nella sua storia quotidiana e la profonda umanità e intelligenza delle cose”. “Quelle stanze piene di vento” è un bel romanzo, scritto magistralmente in una bella lingua italiana, strutturato come un’inchiesta giornalistica, con forti coloriture sociologiche e antropologiche. Ma non è giornalismo: è letteratura e dunque arte, in cui i fatti appaiono trasfigurati dalla poetica, che conferisce più forza alle ragioni della nostalgia. Con una voce sommessa e implacabilmente precisa l’autrice resuscita una Napoli amata e tradita. Un libro, dunque, che sta bene nella biblioteca d’ogni duosiciliano. 
(Gaetano Cafiero)
  Quelle stanze piene di vento, di Francesca Di Martino, Editore Einaudi, Stile Libero Big, Pagine 190,