Era l’inno di un popolo fiero, governato da un RE giusto e molto amato dai suoi sudditi (che poi erano i nostri bisnonni.)
Quando veniva suonato quest’inno e sventolava la bianca bandiera gigliata, il popolo duosiciliano si sentiva fiero di appartenere ad un regno tra i primi in europa, con le migliori università, con leggi giuste ed eque con il teatro San Carlo primo in europa, con le prime ferrovie italiane e soprattutto senza delinquenza e senza mafia.
Questo era il regno delle due sicilie che ha vissuto in pace e prosperita’ con tutti per oltre sette secoli e che solo l’avidità del regno di Sardegna ed il tradimento di uomini senza onore ha fatto si’ che venisse colonizzato con violenza, oltraggio ed inganno.
Le innominabili barbarie compiute dai piemontesi con a capo quel barbaro del generale Cialdini gridano ancora oggi vendetta unitamente ai morti delle stragi di Casalduni di Pontelandolfo e di chi sa di quanti altri.
Ognuno di noi che abita da Civitella del tronto a Palermo ha certamente avuto un parente o un familiare che ha lottato ed è morto per il suo re. Mentre ascoltiamo l’inno rendiamo onore a quegli uomini che i signori del nord chiamavano “briganti”.
Un deferente saluto va inoltre all’ultimo re (S.M. Francesco II) di quello sfortunato regno ed alla sua regina (S.M. Maria Sofia di Borbone) due giovanissimi regnanti segnati da un triste destino asserragliati nella fortezza di Gaeta per l’ultimo, eroico e disperato tentativo di salvare quel regno che era stato dei loro padri da sette secoli.
Un vergognoso assedio da terra , da mare, infarcito di vigliacchi traditori e per gradire il “valoroso” esercito piemontese che togliendo di mezzo i garibaldini ( che avevano ormai fatto il lavoro sporco) va a raccogliere il frutto delle tresche del suo Cavour e del suo re.
Questa è la storia quella vera quella che si nasconde ormai da troppo tempo. Ma a quegli uomini ed a quelle donne chiamate briganti va il nostro pensiero ed ancora oggi le nostre lacrime.
Crocco – Lecce
Un mio Antenato è stato fucilato, quale Brigante, nel 1810 durante l’invasione francese negli Abruzzi in Pianella (PE).
Fu preso con le armi in pugno, lottava per la sua libertà e per la fedeltà agli umili ideali che poteva avere nel cuore un giovane contadino di 25 anni: la Fede, la Patria, la Mamma.
Io ne sono orgoglioso.
Ciriaco
¿Podrían enviar a mi e-mail,letra y audio(siciliano) dell”inno delle Due Sicile di Giovanni Paisiello eseguito da ochesta e coro?,muchas gracias desde ya.A todos los desendientes como yo de tercera generación y con sentimiento de mucho orgullo por ser de la heredad que me toca, a la persona que la posea lo mencionado mas arriba,¿hacemos contacto para poder recibir da orchesta e coro?.OK
E’ il nostro INNO che viene musicato tutte le volte che svolgiamo una celebrazione o un evento come DELEGAZIONE TOSCANA dell’ORDINE COSTANTINIANO DI S.GIORGIO,ricordando il passato glorioso REGNO DELLE DUE SICILIE e l’attuale suo pretendente, diretto discendente di quell’antica dinastia di guerrieri, nonchè nostro Grande Maestro DON CARLOS DI BORBONE, infante di SPAGNA, cugino diretto di S.M.il re Juan Carlos di Borbone.
Tale inno, quindi, continua a vivere tra i nostri cavalieri e simpatizzanti delle insegne gigliate duosiciliane.
W Carmine Crocco Donatelli, Michelina De De Cesare, Giuseppe Nicola Summa detto Ninco Nanco e tutti i “Cafoni Patrioti che lottarono per la Libertà del Meridione contro i BARBARI Piemuntìsi. Che siano esecrati i Savoia ed i loro discendenti , Vittorio Emanulele IV ed Emanuele Filiberto. E così sia per Garibaldi, un (delinquente?) approfittatore detto eroe (?) dei 2 mondi.
E’ evidente che l’inno sia stato composto da un grande musicista, come Paisiello. vanto artistico di tutti noi tarantini.
Unisce alla solennità tipica degli inni nazionali (cfr. l’inno inglese o tedesco) la dolcezza ed il calore tipico di noi meridionali
Non è una fanfara come l’inno italiano piena di richiami alla morte ed alla guerra, ma una benedizione alla nostra Terra ed al suo Re.
A proposito, io sono lontano parente da parte di madre, di don Liborio Romano, l’ultimo ministro degli interni del regno borbonico, che aprì le porte di Napoli a Garibaldi, senza spargimento di sangue come gli era stato ordinato da Francesco II. Egli era un liberale illuso dal progresso che l’unità d’Italia avrebbe portato alle genti meridionali: è morto con le sue illusioni (o disillusioni) dimenticato da tutti come molti altri liberali convinti della necessità storica dell’unità del paese.
Nessuno di loro aveva ben soppesato che la dinastia savoiarda si fregiava di essere una “dinastia guerriera” che ha sempre considerato il suo popolo carne da cannone.
La storia dal 1860 sino al 1945 lo ha chiaramente dimostrato con il sangue e le lacrime dei popoli da essi barbaramente assoggettati.
Io vivo nel paese dove 150 anni fa, fu unificata L’Italia!
Fino a quando Bossi non ha iniziato a proclamarsi Padano a tutti gli effetti, io non ho mai pensato al nostro inno e nemmeno avevo nostalgie, ma adesso posso dirvi che ho una grande nostalgia del Regno delle due Sicilie, della nostra cultura, del nostro esserre, ma soprattutto aggiungo delle persone oneste che esistevano una vota! Non so se Garibaldi ha fatto bene ad unificare l’Italia! Certamente essere così maltrattati da Bossi, penso che chiuque ha una dignità si sente offeso nel profondo quando sente dire queste cose
E’ facile il dire dei Berlusconiani che sono vittime di Bossi, ma perchè non proviamo a dar voce al nostro regno? Senza guardare il colore politico, potremo creare il terzo polo e dire che noi non accettiamo certi discorsi impositivi del nord
14 Risposte per "Inno cantato Ufficiale del Regno delle Due Sicilie con orchestra"
[...] Guarda l’ audio-video dell’inno delle Due Sicilie di Giovanni Paisiello eseguito da orchestr… [...]
Era l’inno di un popolo fiero, governato da un RE giusto e molto amato dai suoi sudditi (che poi erano i nostri bisnonni.)
Quando veniva suonato quest’inno e sventolava la bianca bandiera gigliata, il popolo duosiciliano si sentiva fiero di appartenere ad un regno tra i primi in europa, con le migliori università, con leggi giuste ed eque con il teatro San Carlo primo in europa, con le prime ferrovie italiane e soprattutto senza delinquenza e senza mafia.
Questo era il regno delle due sicilie che ha vissuto in pace e prosperita’ con tutti per oltre sette secoli e che solo l’avidità del regno di Sardegna ed il tradimento di uomini senza onore ha fatto si’ che venisse colonizzato con violenza, oltraggio ed inganno.
Le innominabili barbarie compiute dai piemontesi con a capo quel barbaro del generale Cialdini gridano ancora oggi vendetta unitamente ai morti delle stragi di Casalduni di Pontelandolfo e di chi sa di quanti altri.
Ognuno di noi che abita da Civitella del tronto a Palermo ha certamente avuto un parente o un familiare che ha lottato ed è morto per il suo re. Mentre ascoltiamo l’inno rendiamo onore a quegli uomini che i signori del nord chiamavano “briganti”.
Un deferente saluto va inoltre all’ultimo re (S.M. Francesco II) di quello sfortunato regno ed alla sua regina (S.M. Maria Sofia di Borbone) due giovanissimi regnanti segnati da un triste destino asserragliati nella fortezza di Gaeta per l’ultimo, eroico e disperato tentativo di salvare quel regno che era stato dei loro padri da sette secoli.
Un vergognoso assedio da terra , da mare, infarcito di vigliacchi traditori e per gradire il “valoroso” esercito piemontese che togliendo di mezzo i garibaldini ( che avevano ormai fatto il lavoro sporco) va a raccogliere il frutto delle tresche del suo Cavour e del suo re.
Questa è la storia quella vera quella che si nasconde ormai da troppo tempo. Ma a quegli uomini ed a quelle donne chiamate briganti va il nostro pensiero ed ancora oggi le nostre lacrime.
Crocco – Lecce
Un abitante del regno delle 2 sicilie 2007
Crocco
Un mio Antenato è stato fucilato, quale Brigante, nel 1810 durante l’invasione francese negli Abruzzi in Pianella (PE).
Fu preso con le armi in pugno, lottava per la sua libertà e per la fedeltà agli umili ideali che poteva avere nel cuore un giovane contadino di 25 anni: la Fede, la Patria, la Mamma.
Io ne sono orgoglioso.
Ciriaco
Viva il regno del Sud e sempre orgogliosi delle nostre origini.
Vento
¿Podrían enviar a mi e-mail,letra y audio(siciliano) dell”inno delle Due Sicile di Giovanni Paisiello eseguito da ochesta e coro?,muchas gracias desde ya.A todos los desendientes como yo de tercera generación y con sentimiento de mucho orgullo por ser de la heredad que me toca, a la persona que la posea lo mencionado mas arriba,¿hacemos contacto para poder recibir da orchesta e coro?.OK
E’ il nostro INNO che viene musicato tutte le volte che svolgiamo una celebrazione o un evento come DELEGAZIONE TOSCANA dell’ORDINE COSTANTINIANO DI S.GIORGIO,ricordando il passato glorioso REGNO DELLE DUE SICILIE e l’attuale suo pretendente, diretto discendente di quell’antica dinastia di guerrieri, nonchè nostro Grande Maestro DON CARLOS DI BORBONE, infante di SPAGNA, cugino diretto di S.M.il re Juan Carlos di Borbone.
Tale inno, quindi, continua a vivere tra i nostri cavalieri e simpatizzanti delle insegne gigliate duosiciliane.
Cav.Fabrizio Druda, segreteria Delegazione :
https://smoctoscana.altervista.org/
W Carmine Crocco Donatelli, Michelina De De Cesare, Giuseppe Nicola Summa detto Ninco Nanco e tutti i “Cafoni Patrioti che lottarono per la Libertà del Meridione contro i BARBARI Piemuntìsi. Che siano esecrati i Savoia ed i loro discendenti , Vittorio Emanulele IV ed Emanuele Filiberto. E così sia per Garibaldi, un (delinquente?) approfittatore detto eroe (?) dei 2 mondi.
E’ evidente che l’inno sia stato composto da un grande musicista, come Paisiello. vanto artistico di tutti noi tarantini.
Unisce alla solennità tipica degli inni nazionali (cfr. l’inno inglese o tedesco) la dolcezza ed il calore tipico di noi meridionali
Non è una fanfara come l’inno italiano piena di richiami alla morte ed alla guerra, ma una benedizione alla nostra Terra ed al suo Re.
A proposito, io sono lontano parente da parte di madre, di don Liborio Romano, l’ultimo ministro degli interni del regno borbonico, che aprì le porte di Napoli a Garibaldi, senza spargimento di sangue come gli era stato ordinato da Francesco II. Egli era un liberale illuso dal progresso che l’unità d’Italia avrebbe portato alle genti meridionali: è morto con le sue illusioni (o disillusioni) dimenticato da tutti come molti altri liberali convinti della necessità storica dell’unità del paese.
Nessuno di loro aveva ben soppesato che la dinastia savoiarda si fregiava di essere una “dinastia guerriera” che ha sempre considerato il suo popolo carne da cannone.
La storia dal 1860 sino al 1945 lo ha chiaramente dimostrato con il sangue e le lacrime dei popoli da essi barbaramente assoggettati.
credo che sia fondamentale promuovere queso inno nelle scuole elementari per infondere nei nostri giovani un senso di appartenenza al meraviglioso Sud
io sono a firenze e allo stadio porto sempre con me la maglia dei borbone
un inno scritto da un grande musicista per un grande R.e ed un altrettanto grande Regno.
Viva sua Maestà (Dio guardi) Ferdinando.
Io vivo nel paese dove 150 anni fa, fu unificata L’Italia!
Fino a quando Bossi non ha iniziato a proclamarsi Padano a tutti gli effetti, io non ho mai pensato al nostro inno e nemmeno avevo nostalgie, ma adesso posso dirvi che ho una grande nostalgia del Regno delle due Sicilie, della nostra cultura, del nostro esserre, ma soprattutto aggiungo delle persone oneste che esistevano una vota! Non so se Garibaldi ha fatto bene ad unificare l’Italia! Certamente essere così maltrattati da Bossi, penso che chiuque ha una dignità si sente offeso nel profondo quando sente dire queste cose
E’ facile il dire dei Berlusconiani che sono vittime di Bossi, ma perchè non proviamo a dar voce al nostro regno? Senza guardare il colore politico, potremo creare il terzo polo e dire che noi non accettiamo certi discorsi impositivi del nord
il nord ci sta umiliando!
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